LE STRAGI

Il 12 dicembre 1969 alle 16: 37 una bomba ad alto potenziale esplode nella Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano: lascia sul terreno i corpi dilaniati di 17 vittime innocenti e 88 feriti gravi. Quest’anno ricorre il cinquantenario di quella strage, la ‘madre’ di tutte le altre che seguirono e lasciarono una lunga scia di sangue nel nostro Paese: 1970, Treno Freccia del Sud; 1972 Peteano; 1973 Questura di Milano; 1974 Treno Italicus; 1974 Piazza della Loggia, Brescia; 1976 Piazzale Arnaldo, Brescia; 1980 Stazione di Bologna.

136 morti, oltre 570 feriti, le famiglie delle vittime che ancora oggi attendono una giustizia chiara e completa: esecutori materiali, tutti appartenenti agli ambienti dell’estrema destra neofascista, ancora rimasti impuniti, molti tardivamente condannati, alcuni addirittura amnistiati; i mandanti rimasti sempre nell’ombra. Un’incredibile fitta trama di nessi – tra depistaggi, occultamento di prove, lentezza esasperante dei processi, intrecci di interessi tra politica internazionale, servizi segreti e altri apparati dello Stato – mai chiariti, di responsabilità mai venute davvero in luce. Una trama che ha violato, oltre che irrinunciabili principi umani, i presupposti fondamentali della nostra cultura e socialità. Una ferita aperta che attende ancora una pubblica riparazione.

LA STRATEGIA DELLA TENSIONE
LE VITTIME