BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Contrassegnato da un’apertura radicale nei confronti dei diversi linguaggi dell’arte (scultura, pittura, installazioni ‘site specific’) e dalla contaminazione fra arti visive e arti del tempo (musica, danza, performance, video), il percorso artistico di Ferruccio Ascari si sviluppa per grandi cicli tematici in cui affiorano periodicamente tematiche d’impegno civile: da Artisti Contro il Nucleare (2011), video realizzato in occasione del referendum sul nucleare, a Prometheus (2016), una riflessione sull’uso perverso della tecno-scienza; da Memoriale Volubile (2015), testimonianza sui disastri ambientali da Seveso a Fukushima, a Muri (2016) che veicola un forte messaggio politico sulla questione dei flussi migratori. Tale impegno è confermato da Non Dimenticarmi, l’installazione ambientale progettata in memoria delle vittime della ‘strategia della tensione’ in occasione del cinquantenario della strage di Piazza Fontana.

Ferruccio Ascari (1949) vive e lavora a Milano. A metà degli anni Settanta, dopo la laurea in Filosofia, intraprende l’attività artistica. Il suo lavoro ottiene l’attenzione internazionale con la partecipazione ad un progetto speciale della Biennale di Venezia (1980), alla mostra “Arte italiana 1960-1982” (ICA Gallery, Londra, 1982) e, nello stesso anno, alla Biennale Giovani di Parigi. A partire dalla metà degli anni ’80 si concentra sulla pittura e sulla scultura, in particolare sulla tecnica dell’affresco riportato su tela: molte delle sue opere di questo periodo sono esito di una processualità che viene preordinata con l’intento di mettere a nudo le proprietà dei materiali, il loro modo di rispondere al tempo trasformandosi. Negli ultimi anni, le sue opere si allontanano sempre più da una prospettiva antropocentrica per accogliere forme e forze legate ai cicli della natura: esito di un’indagine sull’origine della forma intesa come manifestazione di un’energia che è perenne dialettica tra permanenza e mutamento.

Le opere di Ferruccio Ascari sono state esposte, in importanti istituzioni pubbliche e private fra cui: Biennale di Venezia; Galleria d’Arte Moderna, Roma; Rotonda della Besana, Milano; Palazzo dei Priori e Pinacoteca, Volterra; Castel Sant’ Elmo, Napoli; Symposium international d’Art Performance, Lione; ICA Gallery, Londra; Biennale Giovani, Parigi; Lenbachhaus, Monaco; International Biennal of Graphic Art, Ljubljana; Museum der Stadt, Waiblingen; Museo d’Arte Moderna, Ascona; Palazzo del Governatore, Parma; BIAS (Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle Religioni e Credenze dell’Umanità), Palermo.

Numerosi coloro che hanno scritto sul suo lavoro tra cui: Massimo Acanfora, Beppe Bartolucci, Rossana Bossaglia, Cristina Casero, Franco Cordelli, Daniela Cristadoro, Maurizio Cucchi, Vittorio Fagone, Mara Folini, Nico Garrone, Helmut Herbst, Angela Madesani, Jennifer Malvezzi, Marco Marcon, Alda Merini, Vittorio Parazzoli, Marco Tagliafierro, Marisa Vescovo, Giorgio Verzotti.